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domenica, 03 settembre 2006

Return of the Jedi

Si ritorna.

Si ritorna con voglia zero, mille propositi che al solito non si tradurranno in nulla di pratico e metterano fieno nella fascina dei sogni disillusi.

Si ritorna a macerare nervosismo, a frequentare persone stronze.

Si ritorno a frequentare vecchi amici che diventano stronzi per motivi imperscrutabili, che ti verrebbe voglia di dar loro un affettuoso calcio nelle palle (chi le ha, altrimenti va bene un bel calcio nel didietro).

Si ritorna a cazzeggiare in rete per riempire il tempo, alla ricerca di una realtà più attraente di quella fuori dalla porta.

Si ritorna a far finta di sperare che "tanto l'anno nuovo le cose cambieranno".

Si ritorna a spaccarsi i maroni.

Ah, un cordiale vaffanculo a chi sentirà il bisogno di scrivermi che sono troppo pessimista.

PS : cmq ho passato delle buone vacanze.

postato da: DysonSphere alle ore 22:29 | link | commenti (12)
categorie: pensieri
martedì, 01 agosto 2006

That's all, folks

Estate, tempo di chiusure, di svago ma anche di riflessione. Ultimamente la "smortura" del blog-mondo appare così evidente che ho deciso di chiudere le trasmissioni in anticipo, anche se alle mie vacanze mancano ancora un paio di settimane. Attualmente sto concludendo la settimana lavorativa in una città semideserta, abbastanza calda, un poco malinconica. Inevitabilmente ogni estate mi viene in mente quel bel periodo che fu della giovinezza in cui le settimane di "ferie" erano ben dodici e le si passava in giro in bicicletta a sognare avventure, oppure in ruspanti bar di paese a foraggiare le macchinette dei videogiochi, in attesa di partire per il mare o per la montagna con le relative famiglie. Divertimenti da poco, direte voi, eppure allora il mondo sembrava infinito, pieno di prospettive, grandiosamente intrigante e (quasi) privo di preoccupazioni. Dite quello che volete, ma darei molto di quello che ho per rivivere quelle estati in cui la carta d'intentità segnava 12, 13, 14 anni.

Prego chiunque abbia commenti paternalistici da fare di...tenerseli per se. Odio chi scrive che ho pensieri pesanti o che sono troppo malinconico. Mal sopporto chi scrive banalità del tipo che "bisogna guardare sempre al futuro". Io sono così, non ho intenzione di cambiare e non me ne frega di essere ottimista e scanzonato a tutti i costi.

Quindi saluto tutti quelli che passano di qui, facendovi notare che nella prossima settimana interverrò solo se avrò qualcosa di davvero stimolante da dire. E' anche vero che, in linea con la mia instabilità caratteriale, può darsi che già domani sia qui di nuovo a scrivere bestialità su spettri, cani-zombi e templi segreti nelle campagne vercellesi

Non me ne voglia nessuno ma riservo un saluto particolare alle mie due colleghe criptoarcheologhe, Barbara e Bryehn che spesso mi hanno accompagnato (spero non con piglio terapeutico ) nelle mie sbirciate in quella zona ai confini della realtà. Che - ne sono convinto - spesso è molto più intrigante e interessante dell' "aldiqua".

postato da: DysonSphere alle ore 15:49 | link | commenti (7)
categorie: varie ed eventuali, pensieri
sabato, 29 luglio 2006

Addio a David Gemmell


E' morto venerdi 28 luglio, a due settimane da un'operazione chirurgica per l'impianto di un bypass, uno dei più conosciuti e amati scrittori del genere fantastico.

Nato a Londra il 1° agosto del 1948, David Gemmell prima di raggiungere la notorietà nel 1984 con la pubblicazione di Legend, visse una vita movimentata. Espulso da scuola all'età di 16 anni per questioni legate al gioco d'azzardo, tirò avanti lavorando come manovale, autista e buttafuori in un nightclub. Il primo saltò lo compì quando divenne editor e giornalista freelance del Daily Mail, Daily Mirror, e Daily Express.

 

A seguito del grande successo del libro che apre la Saga dei Drenai, Gemmell si dedicò alla scrittura a tempo pieno. Nel corso della sua carriera alternò il fantasy a romanzi d'ambientazione storica e a opere di storia alternativa.

La sua ultima opera, Troy: The Shield of Thunder verrà pubblicata postuma agli inizi di settembre.


Ciao David e grazie per i bei libri che hai regalato a tutti noi...Eri troppo giovane per lasciarci così, ma la vita è un'insulsa e spietata bastarda. Spero che ora tu sia più vicino alla Fonte di quanto lo siano mai stati tutti i tuoi magnifici eroi, così umani da essere molto poco fantasy e invece così simili a ciascuno di noi.

postato da: DysonSphere alle ore 11:34 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali, pensieri, appunti di scrittura
venerdì, 28 luglio 2006

Armonie

Nella primavera scorsa è apparsa sui
giornali la notizia che un’équipe internazionale di
scienziati, grazie all’utilizzo di un telescopio portato
a 37 chilometri di altezza sopra l’Antartide, è riuscita
a raccogliere la radiazione residua dell’intensa
vampata di energia che ha accompagnato la nascita
dell’Universo circa 15 miliardi di anni fa. Le immagini
raccolte dal telescopio hanno dimostrato che l’Universo
primordiale era attraversato da onde sonore
in cui a un’onda più grande si affiancavano onde più
piccole che, insieme, generavano un’armonia. Una
vera e propria musica, quindi, sembra avere accompagnato
la nascita dell’Universo, ma Pitagora, il filosofo
e matematico greco, aveva già individuato la
musica prodotta dalle sfere celesti nel VI secolo
avanti Cristo.
Come era potuto giungere a quelle conclusioni ben
2.500 anni fa e senza avere a disposizione i mezzi
tecnologici usati dagli scienziati contemporanei?
La figura di Pitagora, oggi noto soprattutto per i suoi
studi matematici e geometrici, era ai suoi tempi anche
quella di un taumaturgo. La comunità da lui fondata
era scientifica e religiosa al tempo stesso, vi si
celebravano riti sacri che sembra si richiamassero ai
misteri orfici. Evidentemente, l’indirizzare la mente
su binari differenti da quelli logico razionali può aprire
dei varchi, degli squarci che mettono la mente in
contatto con l’energia del creato, consentendo intuizioni
illuminanti.
Pensiamo anche a Dante, che tornato dal suo viaggio
nell’Aldilà, al momento di descrivere il Paradiso
ammette le sue difficoltà perché “trasumanar significar
per verba non si porìa”, ovvero “è difficile tradurre
in parole l’esperienza di trascendere l’umano”.
L’arte contemporanea è vicina a questo trascendere
l’umano, proprio nel suo ampliare, con l’astrattismo
e la visionarietà, i confini ristretti del razionale. E
questo contatto con un mondo altro, in cui la tela di
un quadro astratto costituisce una sorta di portale
verso un’altra dimensione, libera, in chi osserva l’opera
d’arte, energie fluide che portano ad indistinte
e non logiche figurazioni di forze primordiali.
L’arte contemporanea prefigura il mondo magico,
che trascende le leggi scientifiche e razionali e che
forse riuscirà, in un futuro non lontano, a trovare
spazio nel paradigma della conoscenza accanto a
quello tecnico-scientifico oggi dominante.

postato da: DysonSphere alle ore 23:25 | link | commenti (1)
categorie: fantascienza, ai confini della realta

Blog decadence (3)

L'importanza di chiamarsi "Marlon Brando"

Litiga con il fidanzato geloso e si ritrova il telefonino cellulare in gola . E' successo a Kansas City negli Stati Uniti. Cosa sia esattamente successo quel 28 dicembre 2005 dovra' essere stabilito dalla corte di Independence nella contea di Jackson, nel Missouri. Lei, Melinda Abell, 25 anni, accusa lui, Marlon Brando Gill, 24 anni, fidanzato possessivo e violento, di averglielo fatto ingoiare. Lui sostiene che lei, pur di non farglielo vedere trangugio' l'apparecchio.

postato da: DysonSphere alle ore 14:28 | link | commenti (2)
categorie: varie ed eventuali
mercoledì, 26 luglio 2006

Blog decadence (2)

sottotitolo : cani-zombi a Pittsburgh

Alcuni potrebbero pensare all’ennesima trovata pubblicitaria per Land of the Dead, ma l’annuncio bomba ha avuto una vasta eco sui tabloid di mezzo mondo ed è stato dato dal dottor Patrick M. Kochanek. I ricercatori del Safar Center for Resuscitation Research della Facoltà di Medicina di Pittsburgh hanno dichiarato, a un simposio tenuto a Oakland la scorsa settimana, di aver trovato un metodo per resuscitare alcuni cani morti da tre ore.
Le dichiarazioni vanno ovviamente prese con una certa cautela: il ricercatore non ha presentato dati ufficiali, non ha reso noto quando la tecnica sarà applicata all’uomo, e deve ancora rispondere a molte domande.

Kochanek ha brevemente descritto l'esperimento — che ricorda quello di Linea Mortale (1990) di Joel Schumacher — al Pittsburgh Tribune Review. I cani sono stati mandati in ipotermia sostituendo il loro sangue con una soluzione salina a bassa temperatura (circa 7°C), contenente piccole quantità di glucosio e ossigeno per preservare danni cerebrali. Si è così ottenuto uno stato di animazione sospesa, tecnicamente è stata raggiunta la morte clinica (arresto cardiaco e respiratorio, attività cerebrale zero). Dopo tre ore, gli animali sono stati riportati in vita rimettendo in circolazione il sangue loro drenato e ossigeno. Il cuore ha ripreso a battere dopo l’applicazione di una scarica elettrica.

Il Safar Center for Resuscitation Research è un’istituzione da sempre all’avanguardia in questo tipo di ricerche, e deve il suo nome a uno dei pionieri nel settore: il dottor Peter J. Safar, già inventore della Rianimazione cardiopolmonare e cerebrale nonché collaboratore dell’esercito statunitense.

Questa ricerca sarebbe finanziata, come vuole la migliore tradizione, dal Dipartimento della Difesa USA: le persone gravemente ferite potrebbero essere messe in stato di animazione sospesa, senza correre il rischio di emorragie, per poi ricevere le cure adeguate. Il dottor Howard Champion di Annapolis, chirurgo di fama internazionale, ha infatti spiegato che “i soldati in combattimento o le vittime di accoltellamenti o armi da fuoco spesso muoiono dissanguati perché i medici non riescono ad avere il tempo di effettuare trasfusioni o applicare la respirazione bocca a bocca. Ferite di questo tipo uccidono ogni anno 50.000 americani e sono la causa principale di morte per i soldati in guerra”.

Gli esperimenti dell'Università di Pittsburgh non sono una novità. Altri scienziati hanno già cercato di portare esseri viventi in animazione sospesa. Il dottor Mark Roth dell'Università di Washington è riuscito a ibernare alcuni topolini per 6 ore, dopo aver fatto loro respirare una miscela di aria e solfuro di idrogeno. L'attività degli animali non si è bloccata del tutto: respirazione e temperatura sono diminuiti fino a portare i roditori in uno stato simile al letargo. Gli animali si sono svegliati dopo aver ricominciato a respirare aria normale.

A breve termine, i ricercatori sperano di utilizzare queste tecniche per migliorare la conservazione degli organi destinati ai trapianti. Anche se Kochanek e altri scienziati sostengono che il fine ultimo è salvare vite umane, ricerche di questo genere sono destinate a suscitare nuove perplessità sulla sperimentazione animale e, nel caso vengano effettuate anche sull'uomo, ad alimentare polemiche religiose ed etiche.

martedì, 25 luglio 2006

Blog decadence

Jack Nicholson dans Shining

"Wendy, tesoro, luce della mia vita! Non ti farò niente. Solo che devi lasciarmi finire la frase. Ho detto che non ti farò niente. Soltanto, quella testa te la spacco in due, quella tua testolina te la faccio a pezzi."

postato da: DysonSphere alle ore 14:24 | link | commenti (7)
categorie: varie ed eventuali
lunedì, 24 luglio 2006

Non c'è niente da capire

Quando ti viene in mente una canzone, così, senza motivo e senza un perchè...

Niente da capire
(F. De Gregori)



Le stelle sono tante
milioni di milioni
la luce dei lampioni
si riflette sulla strada lucida
seduto o non seduto
faccio sempre la mia parte
con l'anima in riserva
e il cuore che non parte
però Giovanna
io me la ricordo
ma è un ricordo che vale dieci lire
e non c'è niente da capire.
Mia moglie ha molti uomini
ognuno è una scommessa
perduta ogni mattina nello specchio del caffè
io amo le sue rughe
ma lei non lo capisce
ha un cuore da fornaio e forse mi tradisce
però Giovanna è stata la migliore
faceva dei giochetti da impazzire
e non c'è niente da capire.
Se tu fossi di ghiaccio
ed io fossi di neve
che freddo amore mio
pensaci bene a far l'amore
è giusto quel che dici
ma i tuoi calci fanno male
io non ti invidio niente
non ho niente di speciale
ma se i tuoi occhi fossero ciliegie
io non ci troverei niente da dire
e non c'è niente da capire.
E' troppo tempo amore
che noi giochiamo a scacchi
mi dicono che stai vincendo
e ridono da matti
ma io non lo sapevo
che era una partita
posso dartela vinta e tenermi la mia vita
però se un giorno tornerai da queste parti
riportami i miei occhi e il tuo fucile
e non c'è niente da capire.

postato da: DysonSphere alle ore 14:44 | link | commenti
categorie: musica
sabato, 22 luglio 2006

La maledizione di Saletta

Saletta si trova in provincia di Vercelli ed è, una piccola frazione di Costanzana.
In essa si trovano pochi edifici, alcuni cascinali, per lo più abbandonati, i resti di un castello, purtroppo notevolmente rimaneggiato, una chiesa ed un tabernacolo, meglio conosciuto come "Il Tempietto".

E proprio attorno al Tempietto nascono le prime leggende che hanno poi creato il mito.

Il paese risulta oggi quasi del tutto abbandonato ed è utilizzato prevalentemente come deposito per gli attrezzi agricoli; si compone di un castello, di una chiesa e di un vialetto alberato di circa 500 m che porta ad una costruzione chiamata il Tempietto. L’origine del nome Saletta può essere longobarda, in quanto molte località come Sali, Salasco, Saluggia, Salera mostrano questa desinenza.

Saletta è considerata un luogo ricco di leggende e su di esso si narrano innumerevoli storie di inquietanti presenze, riti satanici, magici e di fantasmi.
Molte storie si tramandano oralmente tra gli anziani dei paesi vicini, tra giovani e meno giovani e addirittura, alcune storie hanno avuto risalto su organi di stampa come "La Stampa", "La Sesia", "Il Monferrato", "Notizia Oggi".
L’età, il livello culturale e le condizioni socio-economiche di chi si reca a far visita a Saletta, in cerca di strane presenze o di emozioni, è abbastanza eterogenea e non è raro, chiedendo in giro, trovare persone che testimoniano strani accadimenti.

Sicuramente la posizione geografica e la suggestione del luogo fanno la loro parte; Saletta sorge isolata nella campagna della bassa vercellese, la zona è pressochè disabitata; d’estate regnano sovrane l’afa e le zanzare mentre d’inverno il gelo e la fitta nebbia inghiottono quei luoghi che paiono ancora più suggestivi al crepuscolo e di notte.
L’uomo, sempre a caccia di mistero per soddisfare il proprio lato esoterico, trova quindi in Saletta una sorta di "riserva di caccia", generazioni di adolescenti partono diretti verso quel luogo come in una sorta di rito iniziatici e di prova di coraggio.
La probabile fenomenologia paranormale che coinvolge Saletta è vastissima e copre tutte le specie di fenomeni: fantasmi, infestazioni, poltergeist, riti magici ed oscuri.

 


 

Alcune leggende di Saletta

Le gallerie del tempietto

Tutti parlano dei sotterranei di Saletta, localizzandoli senza ombra di dubbio sotto al Tempietto. Nessuno però li ha mai visti.
Le prime testimonianze ci arrivano dagli anni ’70.
Esiste un ambiente semi interrato, di forma circolare, accessibile dal retro del tabernacolo grazie ad una scala in muratura.
Esso ha funzione di spinta della struttura alzata ed i numerosi archi che costituiscono il sostegno ne sono testimoni.
Grazie ad una ricerca che ha visto intervistare alcune persone che tra gli anni ’70 ed ’80 frequentavano quel luogo, abbiamo scoperto che l’accesso a questo ambiente murato.
I ragazzi che allora bazzicavano intorno al Tempietto, non avevano modo di entrare in questo ambiente ma potevano solamente intuirne l’esistenza osservandone l’interno attraverso a delle finestrelle aventi la duplice funzione di illuminare l’interno e di consentirne l’aerazione.
Da quelle finestrelle si vedevano gli archi di scarico e la carenza di cultura architettonica fecero immediatamente pensare ad una serie di gallerie che si sarebbero dipartite da quel sotterraneo.

Le ossa dei giganti di Saletta

 Si dice che a Saletta rinvenirono alcuni resti di esseri giganteschi, dalle fattezze umane.
Il racconto di questi giganti trova conferma studiando la vita dello storico locale
Giovanni Battista Modena che fu un canonico vercellese vissuto tra il XVI ed il XVII secolo.
Nella Bibbia, e più precisamente nel libro della Genesi (VI, 4) vi è scritto che la terra, prima del diluvio universale, era abitata dai giganti.
Giovanni Battista Modena, tentò di dimostrare che il vercellese fosse molto antico e quindi già abitato prima del diluvio.
Per dimostrare ciò dovette dimostrare che nelle nostre campagne vissero i giganti, unici abitanti prima del diluvio.
Iniziò così una sua ricerca ben presto trasformata in una vera e propria caccia delle ossa dei resti di questi giganti.
Convinto della veridicità dei documenti studiati inizia le sue ricerche a Vercelli dove trova nella chiesa di S. Cristoforo un dente gigantesco conosciuto come "dente di S. Cristoforo", e nella chiesa di S. Eusebio un secondo ed enorme dente.
Sarà a Saletta che, nel 1622, troverà, secondo la leggenda, i resti di un gigante.
Di tale ritrovamento scrisse:
" ...si è ritrovato un corpo di gigante di altezza e grossezza indicibile, ed io stesso ho veduto, misurato...
Era questo un gran gigante alla proporzione della grossezza delle ossa più grosso di corpo, che la proporzionata altezza del corpo, e talmente indurito, perchè era sepolto nell'arena, o creta il che mi fa credere che fosse morto nel tempo del diluvio essendo quasi impietrito..."
Pare quindi che, qualche cosa avesse trovato, forse il fossile di qualche animale estinto secoli prima, forse un gigante davvero...
E' inoltre dimostrato che nella zona tra Saletta e Torrione vi fosse anticamente un ghiacciaio e tra le colline createsi è possibile rinvenire ancora fossili di conchiglie. Chissà se trov&ogave; resti di qualche cetaceo nel vecchio argine del Po?

Sacrifici animali

Se in un primo tempo i rituali di magia nera venivano professati nella chiesa di S. Bartolomeo, quando negli anni '80 venne sfondata la muratura che impediva l'accesso all'ambiente semisotterraneo, la chiesa venne abbandonata.
Il piccolo seminterrato era sicuramente più suggestivo ed era affondato nella Dea Madre.
Molte voci dicevano che ancora negli anni '90 quel luogo fosse ancora utilizzato per rituali di magia e di sacrificio.
La verifica di questa leggenda è stata facile. E' bastato recarsi sul posto la mattina successiva ad una delle " Notti Magiche" tradizionali, ovvero quelle presenti in ogni calendario magico.
E' stato ritrovato un cerchio di pietre con della sostanza bruciata al centro. Due gatti erano stati infilzati a dei rami ed erano morti dissanguati, mentre alcuni corvi erano stati bruciati.
Ad una successiva visita, avvenuta alcuni mesi dopo, non vi si trovarono più i resti degli animali uccisi.

Molte altre leggende o "curiosità storiche" su questo posto ai confini della realtà le trovate sul bellissimo sito che s'è occupato di fare questo dossier : http://www.saletta.teses.net/

Chi viene con me a farsi un giro a Saletta ?


postato da: DysonSphere alle ore 09:44 | link | commenti (5)
categorie: ai confini della realta, misteri storici
giovedì, 20 luglio 2006

La regina del veleno

Pochi nomi richiamano alla mente intrighi di palazzo e misteriosi complotti come quello di Lucrezia Borgia. La sua vita, ricca di colpi di scena, favolosi matrimoni e tragiche morti, intrighi di palazzo.. Suicidi oscuri. Matrimoni e adulteri. Tutto condito da qualche guerra e tante menzogne. Proveniva da una famiglia originaria di Jativa, vicino Valencia, una cittadina abitata da popolazioni di sangue misto catalano e arabo. Giunsero in Italia al seguito di Callisto III. Già nella terra natia si erano dati da fare per scalare le vette della storia, ma sarà a Roma che raggiungeranno il vertice.

Lucrezia fu figlia di un papa, tre mariti, uno assassinato, un certo numero di amanti, una vita avventurosa, otto figli legittimi, uno illegittimo. Ma fu anche donna passionale che regalò ai suoi uomini ore interminabili di piacere. Fu moglie perfino fedele.  Il tutto in soli  29 anni.

Visse un’infanzia da principessa. Bella e colta introdusse la moda nella Roma dell’epoca.

La tradizione la vuole bellissima, corrotta e perversa, appassionata frequentatrice di orge nei palazzi del Vaticano. Ma forse Lucrezia fu, più semplicemente, una vittima della corruzione di certe corti rinascimentali e delle mire ambiziose dei suoi familiari, che la considerarono pura merce di scambio, uno strumento per ottenere potere e nuove ricchezze; forse lei non ebbe la possibilità o la forza di sottrarsi a tutto ciò.

 

postato da: DysonSphere alle ore 23:23 | link | commenti (4)
categorie: misteri storici